
Ho passato il turno. Dovrei scrivere un post lurido e sofisticato, una di quegli accademici auto da fé che di tanto in tanto mi diverto ad elaborare.
Continuo a svegliarmi tardi la mattina. Sempre più tardi. E così finisco per abbronzarmi nel parchetto vicino casa, assistendo alle pisciatine antimeridiane di uno sharpei grigio e monopalla, con qualche libro di scuola appresso, e un ipod che (colpa mia, l'ho lasciato in tasca con le chiavi) assomiglia sempre di più al cristo di The Passion. Dopo le frustate.
Qualcuno si chiederà come sia possibile attraversare indenne l'enorme, monotona colpevolezza di queste giornate. Sarà l'entropia: pian piano, ogni energia elettrica, meccanica, chimica e animale si trasformerà in calore. Avremo un universo tiepido e immobile, ed io su di una, panchina, con il mio corpo di bronzo in delicatissima contorsione, come il satiro di Prassitele.
Così, insomma, passo le mie mattinate sulla panchina di un parco, scrivendo o disegnando. Oggi mi sono sdraiato con gli occhi semichiusi, tutto intento in una delle mie attività preferite. Inseguire quei filamenti trasparenti che immagino galleggino nel mio umor vitreo, e qualche gioco della rifrazione proietti sul mondo. Temo di spiegarmi male, ma è così; Forse sono capillari, forse è la luce che bara. Così mi rendo conto che in fondo, non c'è differenza tra me e un manichino anatomico, con i suoi bizzarri particolari, le descrizioni sottolineate a matita. Quella quercia ( no, non è una quercia. E' un antonomasia, ma l'antonomasia non è una specie silvestre) la sto vedendo con degli occhi fisici, concreti, traballanti di mucillaggine biancastra, connessi ad una spunga grigiastra, eccetera eccetera. E io me ne dimentico, ogni volta. E' follia questa, signori miei? Ma in quanti si ricordano di avere un corpo?
Per la seconda volta si avvicina un tipo con dei volantini, e mi invita a dei "Dialoghi sulla Salvezza", che si terranno Sabato 28 alla Tenda Evangelistica (sic) "GESU' E' VIVENTE" (tutto maiuscolo). Riconsce la mia faccia, e mi domanda come mai non sono venuto la scorsa volta. Insiste, l'ambiente è "pieno di giovani". Mi balena per un momento in mente l'idea che in fondo sarebbe divertente, io invasato tra altri differenti invasati. Potrei vedere se il giochetto dell'acquasantiera che fa Al Pacino nell'avvocato del diavolo riesce anche a me. Potrei sottomettermi ad un bell'esorcismo: il mio professore di ginnasio ( tipo alquanto particolare, devo ammetterlo) mi aveva proposto una cosa del genere, un'" Imposizione dello Spirito Santo", per un motivo che forse le persone più acute avranno già capito da tempo. Oppure, ancora più straordinaria, la conversione.
Che bello sarebbe, divenire all'improvviso un cattolico integralista, di quelli con la crocetta di legno al collo e scarpe irreparabilmente brutte ai piedi. Di quelli che organizzano ritiri con la parrocchia, che educano i proprio otto figli con amorevole semplicità, di quelli che conducono una pie esistenza. In fondo ciascuno è costretto ad affermare la propria superiorità, ma nessuno se la sceglie.
Continuo ad abbronzarmi. Parte una musichetta sull'affare bianchiccio. E' pink elephants, di Dumbo. Afferro in un istante il significato dell'esistenza. La mia.
Look out! Look out!
Pink elephants on parade
Here they come!
Hippety hoppety
They're here and there
Pink elephants ev'rywhere
Look out! Look out!
They're walking around the bed
On their head
Clippety cloppety
Arrayed in braid
Pink elephants on parade
What'll I do? What'll I do?
What an unusual view!
I could stand the sight of worms
And look at microscopic germs
But technicolor pachyderms
Is really much for me
I am not the type to faint
When things are odd or things
are quaint
But seeing things you know that ain't
Can certainly give you an awful fright!
What a sight!
Chase 'em away!
Chase 'em away!
I'm afraid need your aid
Pink elephants on parade!
Pink elephants!
Pink elephants!
